La Fabulosa: “In Gintoneria guadagnavo fino a 6mila euro a notte”

Il recente scandalo che ha coinvolto Davide Lacerenza, proprietario della Gintoneria di Milano, ha portato alla luce un presunto giro di prostituzione e spaccio di sostanze stupefacenti nel locale. Tra le testimonianze emerse, spiccano le dichiarazioni di Dayana Q., nota come “Fabulosa”, considerata una delle escort di punta del locale.
Le dichiarazioni di Fabulosa sul caso Gintoneria
In un’intervista esclusiva ai microfoni di Moreno Pisto, direttore di Mowmag, Dayana ha raccontato la sua esperienza alla Gintoneria, rivelando dettagli sulle dinamiche interne del locale e sul rapporto con Lacerenza. Secondo quanto riportato, le tariffe per una notte potevano raggiungere i 6.000 euro, cifra che testimonia l’alto livello dei servizi offerti e la clientela esclusiva del locale.
Dayana ha descritto Lacerenza come una persona generosa, ma ha anche sottolineato aspetti controversi del suo comportamento. Ha menzionato episodi in cui Lacerenza, se contrariato, poteva diventare aggressivo, arrivando a urlare o a colpire i camerieri. Inoltre, ha raccontato di situazioni in cui le veniva richiesto di intrattenere clienti per somme prestabilite, con la pretesa di restituire una parte del compenso a Lacerenza. Dayana ha affermato di aver rifiutato tali condizioni, rivendicando la propria autonomia nel decidere con chi andare e a quale prezzo.
Il contesto del caso Lacerenza
Le indagini hanno rivelato un ambiente in cui sesso e droga erano offerti come pacchetti combinati ai clienti. Dayana ha confermato l’esistenza di tali pacchetti, pur dichiarando di non aver mai fatto uso di sostanze stupefacenti e di preferire clienti che non ne facessero uso. Ha spiegato che con clienti sotto l’effetto di cocaina, gli incontri potevano protrarsi per ore senza risultati concreti, rendendo l’esperienza meno soddisfacente.
Un altro aspetto emerso dalle dichiarazioni di Dayana riguarda Stefania Nobile, socia di Lacerenza nella gestione del locale. Secondo la escort, Nobile era pienamente consapevole delle attività che si svolgevano alla Gintoneria e, dopo alcuni mesi, manifestava l’intenzione di cambiare le ragazze per avere sempre volti nuovi da offrire alla clientela.
Considerazioni finali
Le rivelazioni di Dayana Q. offrono uno spaccato dettagliato e inquietante delle pratiche all’interno della Gintoneria, evidenziando un sistema in cui il confine tra legalità e illegalità era spesso oltrepassato. La sua testimonianza contribuisce a delineare il quadro accusatorio nei confronti di Davide Lacerenza e Stefania Nobile, sottolineando le dinamiche di sfruttamento e abuso di potere presenti nel locale.
Questo caso solleva interrogativi più ampi sulla presenza di circuiti di prostituzione d’élite nelle grandi città e sulla necessità di interventi più incisivi da parte delle autorità per tutelare le persone coinvolte e contrastare fenomeni di illegalità diffusa.
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